La XXVIII Edizione del Concorso Internazionale “Antonio de Curtis – Totò”: arte, diritto e giustizia a confronto

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

(a cura di Alberto De Marco)

Si è svolta a Roma, il 16 gennaio 2026, presso il prestigioso Palazzo S. Chiara in Piazza Santa Chiara n. 14 – al cui interno si trova lo storico Teatro Rossini – la cerimonia di premiazione della XXVIII Edizione del Concorso Internazionale Artistico-Letterario “Antonio de Curtis (Totò): Principe, Maschera, Poeta”, organizzato dall’Associazione “Amici di Totò… a prescindere!” – Onlus.

L’iniziativa si è inserita nel quadro delle celebrazioni per il 127° anniversario della nascita e il 58° anniversario della scomparsa del grande artista napoletano, simbolo universale di cultura, ironia e umanità.

Il Concorso è stato realizzato con il contributo delle Fondazioni Amici di Totò… a prescindere! e Duilio Paoluzzi, con la collaborazione dell’Università della Terza Età di Salerno, dell’Accademia Internazionale Partenopea Federico II di Napoli e di numerose associazioni culturali e professionali, tra cui U.N.I.A.C., Persano nel Cuore, Per Vivere Insieme, AMA (Associazione Medici Artisti), Caffè dell’Artista.

Il Convegno giuridico: giusto processo e separazione delle carriere

La cerimonia di premiazione è stata preceduta da un convegno di alto profilo giuridico dal titolo:

“La separazione delle carriere per l’attuazione dell’art. 111 della Costituzione e la reale parità delle parti processuali”.

Un tema di grande attualità e rilevanza costituzionale, affrontato da autorevoli relatori provenienti dal mondo della magistratura, dell’avvocatura e delle scienze forensi.

Hanno preso parte al dibattito:

  • Dott. Gennaro Francione, drammaturgo e già Magistrato della Corte di Cassazione;
  • Dott. Cuno Jakob Tarfusser, Magistrato, già Giudice e Vice Presidente della Corte Penale Internazionale dell’Aia;
  • Dott. Daniele Colucci, Magistrato, Consigliere della Corte di Appello di Napoli, recentemente nominato Presidente del Tribunale di Larino;
  • Avv. Prof. Tito Lucrezio Rizzo, avvocato, scrittore, già Consigliere Capo del Servizio Centrale di Sicurezza della Presidenza della Repubblica;
  • Avv. Ugo Pansolli, Responsabile per la Toscana del Dipartimento “Pensionati d’Italia” di Fratelli d’Italia;
  • Dott. Davide Cannella, criminologo;
  • Dott. Eugenio D’Orio, perito di biologia forense.

Il convegno è stato moderato da Alberto De Marco, che ha illustrato le ragioni del proprio orientamento favorevole alla separazione delle carriere, sottolineando come l’attuale commistione tra funzione requirente e giudicante renda spesso difficoltosa una piena tutela dei diritti di difesa, in contrasto con i principi del giusto processo sanciti dall’art. 111 della Costituzione.

Le posizioni emerse nel dibattito

Di particolare interesse l’intervento del Dott. Gennaro Francione, il quale, pur dichiarandosi favorevole in linea teorica alla separazione delle carriere, ha espresso scetticismo sull’efficacia del referendum, ritenendo che il vero nodo irrisolto della giustizia italiana risieda nel superamento dell’impianto del Codice Vassalli, che a suo avviso necessita di una revisione radicale.

L’Avv. Prof. Tito Lucrezio Rizzo ha invece posto l’accento sulla progressiva trasformazione del ruolo della magistratura nella vita istituzionale del Paese, evidenziando il rischio di un protagonismo non coerente con il dettato costituzionale e richiamando il pensiero di Alexis de Tocqueville sul delicato equilibrio tra i poteri dello Stato. In tale prospettiva, ha richiamato l’attenzione sul ruolo del Parlamento quale unico titolare della sovranità popolare, denunciando le derive di una magistratura che, in alcuni casi, avrebbe oltrepassato i limiti della propria funzione.

Il Dott. Daniele Colucci ha espresso una posizione favorevole alla separazione delle carriere, ritenendola funzionale al giusto processo, pur manifestando forti perplessità sulla creazione di una Corte disciplinare separata, ritenuta potenzialmente in contrasto con principi costituzionali fondamentali.

Particolarmente articolato e stimolante l’intervento del Dott. Cuno Jakob Tarfusser, che ha invitato a riflettere sulle conseguenze concrete del post-referendum, sottolineando come la riforma costituzionale, se approvata, necessiterà di complesse norme di attuazione, capaci di incidere profondamente sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura. Tarfusser ha messo in guardia dal rischio che tali norme possano trasformarsi in uno strumento di alterazione degli equilibri tra potere politico e potere giudiziario, richiamando alla massima vigilanza da parte dell’avvocatura.

L’Avv. Ugo Pansolli ha ribadito con forza la necessità di una netta distinzione tra giudice e pubblico ministero, richiamando la natura accusatoria del processo penale italiano e sottolineando come la dignità della toga debba essere identica e paritaria per tutte le parti processuali, a garanzia della fiducia del cittadino nella giustizia.

Di rilievo anche i contributi del Dott. Davide Cannella, che ha evidenziato come la reale parità tra accusa e difesa possa essere raggiunta solo dotando quest’ultima degli stessi strumenti investigativi, e del Dott. Eugenio D’Orio, che ha auspicato una riforma capace di rafforzare concretamente l’imparzialità del giudice e l’equilibrio processuale.

Le premiazioni artistiche

Al termine del convegno si sono svolte le premiazioni del Concorso, curate dal Dott. Roberto Galanti, Console della Moldova e Consigliere della FE.N.CO., e dal Dott. Salvatore Speziale, rappresentante dell’Associazione Amici di Totò… a prescindere! Onlus.

Per la Sezione Cinematografia, il premio è stato conferito a Sofia Carrasi, migliore attrice protagonista del film “Strade Strette”. Il riconoscimento è stato ritirato unitamente alla Medaglia – Premio di Rappresentanza della Camera dei Deputati assegnata al produttore e regista Francesco La Rosa, impossibilitato a partecipare alla cerimonia.

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Nella foto sottostante per la Sezione Cinematografia, ritira il premio Sofia Carrasi, quale migliore attrice protagonista del film “Srade Strette”, unitamente alla medaglia, prestigioso Premio di Rappresentanza della Camera dei Deputati del Produttore e Regista del film, Francesco La Rosa, impossibilitato a partecipare all’importante manifestazione.

Consegna del premio

 

Pubblicato da:

Mauro Vaglio

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